In
periodi di crisi economica come quella che l’Italia sta vivendo da
qualche anno e che non supererà definitivamente nemmeno entro la fine
del 2012, la fantasia imprenditoriale e la capacità di adattarsi al
momento storico diventa fondamentale. Tuttavia questi due elementi non sono sufficienti e necessitano di una
forte base economica-finanziaria su cui poter far conto per creare e
sviluppare lavoro: a questo proposito esiste la possibilità di fare
richiesta per accedere ai finanziamenti a fondo perduto, ovvero dei
contributi messi a disposizioni dagli enti amministrativi (solitamente a
livello europeo) che non devono essere restituiti; solitamente questi
contribuiti sono destinati all’imprenditoria femminile e a quella
giovanile, ma ci possono essere delle eccezioni e sono generalmente
richiedibili da imprenditori residenti in aree geografiche “agevolate”
ovvero che necessitano di investimenti per lo sviluppo. Il contributo a
fondo perduto quasi mai finanzia l’intero costo del progetto, ma solo
una parte; per il restante si può fare richiesta per ottenere prestiti
con finanziamenti agevolati.
Questi contributi a fondo perduto hanno lo scopo di incentivare la
crescita di aree disagiate mediante la creazione di nuove imprese
destinate all’arricchimento dell’area e alla creazione, quindi, di nuovi
posti di lavoro e quindi contrastare la crisi occupazionale.
Può fare richiesta per l’ottenimento dei fondi, l’azienda pre-esistente o
in fase di sviluppo, la cui maggioranza del capitale sociale sia tenuta
da giovani disoccupati residenti nei territori
agevolati e che operino nel settore della fornitura dei servizi per il
turismo, per i beni culturali, per la manutenzione delle opere civili e
industriali, ma anche nel settore agricolo (produzione, trasformazione e
commercializzazione delle materie prime e dei prodotti lavorati).
Un’altra categoria ammessa ai finanziamenti a fondo perduto è quella dei
disoccupati che, essendosi trovati improvvisamente senza un lavoro
stabile, vogliano avviare una nuova attività in proprio, collocandosi
come lavoratori autonomi; in questo caso il fondo perduto è relativo
alla differenza tra gli investimenti ammessi dal bando di richiesta e
l’importo totale del mutuo accesso, oppure può essere richiesto come
contributo per le spese di gestione relative al primo anno di attività
per un importo che non deve superare i 5.165,00 €.
micro-imprenditorialità (microimpresa), ovvero gli imprenditori che intendano
affacciarsi nel mondo della produzione di beni e di servizi con piccole
imprese realizzate sotto forma societaria (società in nome collettivo o
in accomandita semplice), ma non sono ammesse le società di capitali, le
società di fatto, le cooperative o quelle società con unico socio.
perduto sono destinati a quelle imprese e a quei progetti in fase di
sviluppo con partecipazione maggioritaria o totale di “quote rosa”
nell’organico; le aziende non devono superare i 50 dipendenti, con
fatturato non superiore a 5.000.000.000,00€ ma non sono ammesse alla
richiesta le aziende che operano nel settore della produzione delle
fibre tessili artificiali, nel settore navale (costruzione o
riparazione) e nel settore siderurgico.
I finanziamenti a fondo perduto sono un’ottima possibilità di sviluppo
e crescita a contrasto della crisi sia per i singoli che per la collettività in cui la realtà
imprenditoriale si colloca: per questo motivo i controlli anti-truffa
sono molto rigorosi, in modo tale che vengano erogati esclusivamente ai
progetti meritevoli di sicuro valore sociale.